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	<title>PoxMediaCult</title>
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	<description>Culture digitali e digitalizzazione della cultura. Il sito di Andrea Pocosgnich</description>
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		<title>Dov&#8217;è Mario? L&#8217;intellettuale e il suo doppio</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2016 12:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Pocosgnich]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Serie tv]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Dov&#8217;è Mario è l&#8217;ultima fatica televisiva di Corrado Guzzanti. Il comico romano, cinquantunenne,  è tornato su Sky con 4 puntate appena andate in onda.  Una serie tv scritta insieme a Mattia Torre e diretta da Edoardo Gabriellini. Recensione L&#8217;attesa non è&#8230; </p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h4><strong>Dov&#8217;è Mario è l&#8217;ultima fatica televisiva di Corrado Guzzanti. Il comico romano, cinquantunenne,  è tornato su Sky con 4 puntate appena andate in onda.  Una serie tv scritta insieme a Mattia Torre e diretta da Edoardo Gabriellini. Recensione</strong></h4>
<div id="attachment_161" style="width: 710px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-161 size-full" src="http://www.poxmediacult.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/dov-è-mario-corrado-guzzanti.jpg" alt="Corrado Guzzanti è Mario Bambea. Una scena con la moglie interpretata da Rosanna Gentili" width="700" height="350" /><p class="wp-caption-text">Corrado Guzzanti è Mario Bambea. Qui con la moglie interpretata da Rosanna Gentili</p></div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attesa non è stata tradita, il marketing che sarebbe risultato inappropriato per qualsiasi altro prodotto televisivo &#8211; con tanto di finto libro pubblicizzato nelle librerie &#8211; ha invece contribuito a creare la realtà di riferimento e le aspettative. Naturalmente il progetto nasce e viene distribuito su piattaforma <strong>Sky</strong> (e chissà se verrà mai trasmesso anche in chiaro) con la produzione di Wildeside.<br />
<em>Dov&#8217;è Mario</em> segna anche una svolta per <strong>Corrado Guzzanti</strong>, la scelta di declinare la scrittura su un piano che supera la configurazione televisiva da studio. Il geniale <em>Caso Scafroglia</em> era l&#8217;ultimo esempio (con la successiva e forse meno riuscita propaggine di <em>Aniene</em>) di quel modello che con <em>L&#8217;Ottavo Nano</em> lo aveva definitivamente consacrato come il più originale artista della comicità del piccolo schermo. Ma già in quell&#8217;occasione interveniva una robusta scrittura che metalinguisticamente metteva al centro lo stesso mezzo televisivo costruendo un finto programma nel quale il conduttore interpretato da Guzzanti imbastiva un&#8217;infinita e infruttuosa ricerca del misterioso scomparso, il signor Scafroglia. Nella commedia seriale (andata in onda per quattro puntate) invece il salto è netto e la scrittura ha un ruolo determinante, non a caso Guzzanti si avvale di <strong>Mattia Torre</strong>, autore anche per il teatro e uno degli artefici qualche anno fa del successo di <em>Boris</em>, di cui lo spettatore più smaliziato troverà alcune atmosfere e modelli comici.</p>
<div id="attachment_163" style="width: 460px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-163" src="http://www.poxmediacult.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/dov-è-mario-corrado-guzzanti-bambea.jpg" alt="Mario Bambea dopo l'incidente" width="450" height="283" /><p class="wp-caption-text">Mario Bambea dopo l&#8217;incidente</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il plot ruota attorno alla figura di Mario Bambea, nella finzione noto intellettuale di sinistra, scrittore e saggista che vede la propria vita mutare radicalmente a causa di un incidente automobilistico. Il riferimento principale è il mito letterario di Dottor Jekyll e Mr Hyde (<em>Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde,  </em>Robert Louis Stevenson, 1886): dopo l&#8217;incidente Bambea si sdoppia, una notte si sveglia e affacciandosi al balcone guarda il teatro di cabaret che da poco hanno riaperto dall&#8217;altra parte della strada, l&#8217;Odeon. È attirato, quasi fosse un bisogno primario, da quel luogo osteggiato dalla borghesia colta del quartiere; nel giro di poco tempo si ritrova a vestire i panni di uno dei comici di punta della rassegna. Si appropria dell&#8217;identità di un giovane comico – interpretato sa <strong>Saverio Raimondo</strong> che recita una piccola parte di se stesso – e diventa un fenomeno inarrestabile di volgarità e bassezza morale. Nei suoi monologhi si prende gioco cinicamente e senza rispetto di qualsiasi minoranza, utilizza battute e schemi comici tipici di certa comicità anni &#8217;90, è l&#8217;equivalente spettacolare dei tanti politici che stimolano gli istinti più bassi del proprio elettorato.</p>
<p style="text-align: justify;">E qui è la questione su cui ci porta a riflettere Corrado Guzzanti, questa eterna dualità che sempre di più vede una polarizzazione degli schemi culturali attorno a baricentri lontanissimi, tanto da imporre quasi una scelta tra l&#8217;appartenenza radicale a una cultura raffinata e quella altrettanto estrema di un posizionamento viscerale che della cultura umanistica si prende gioco, la risata come unico obiettivo, un altare al quale è possibile sacrificare qualsiasi tabù e morale. Ecco allora che un prodotto come <em>Dov&#8217;è Mario</em> invece, d&#8217;altronde accadde anche per <em>Boris</em>, riesce a posizionarsi criticamente in mezzo ai due emisferi facendo emergere con lucidità la dicotomia.</p>
<div id="attachment_166" style="width: 460px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-166" src="http://www.poxmediacult.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/dov-è-mario-corrado-guzzanti-capoccetti.jpg" alt="Corrado Guzzanti è bizio Capoccetti, il doppio di Bambea" width="450" height="282" /><p class="wp-caption-text">Corrado Guzzanti è bizio Capoccetti, il doppio di Bambea</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro di Guzzanti e Torre si presta a numerosi livelli di lettura dando voce a questioni che siamo abituati a trovare nelle terze pagine dei giornali quando va bene o nelle nicchie culturali online: che fine sta facendo la figura dell&#8217;intellettuale in Italia e a quali mutazioni sta andando incontro? Più di una volta risuona un amaro e ironico refrain proprio sulla sparizione degli intellettuali: Mario Bambea ultimo grande intellettuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Attorno alla figura dello scrittore emergono piccoli ma precisi segni di realtà: Bambea promotore dei girotondi come nel caso di Nanni Moretti, l&#8217;attitudine a collaborare con i quotidiani attraverso editoriali politici, la frequentazione di un certo ambiente (passano velocemente davanti alla macchina da presa volti noti come quelli di <strong>Michele Santoro</strong> e <strong>Marco Travaglio</strong>), non manca un lavoro di studio sul Sessantotto che culminerà nell&#8217;ennesimo saggio. Nel mezzo di questo ambiente dal naturalismo ovattato lentamente emergono situazioni e personaggi che hanno sempre a disposizione piccole cariche esplosive con cui far saltare in aria qualsiasi realismo amplificando stereotipi e clichè del quotidiano all&#8217;ennesima potenza. Accade da entrambe le parti senza far mancare una serie di citazioni al &#8220;guzzantismo&#8221; dei decenni passati. D&#8217;altronde anche la costruzione del personaggio è una sorta di summa dei caratteri creati in precedenza: nell&#8217;impostazione vocale dell&#8217;intellettuale si ritrova l&#8217;ombra della parlata della caricatura del Ministro Tremonti e Bizio Capoccetti (così si fa chiamare quando si trasforma nel cabarettista da strada) non nasconde l&#8217;impronta di cavalli di battaglia come lo storico Lorenzo di <em>Avanzi</em>.</p>
<div id="attachment_168" style="width: 460px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-168" src="http://www.poxmediacult.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/dov-è-mario-corrado-guzzanti-Rignanese.jpg" alt="Scena di Dov'è Mario di Corrado Guzzanti. Qui" width="450" height="282" /><p class="wp-caption-text">Scena di Dov&#8217;è Mario di Corrado Guzzanti. Qui Nicola Rignanese, l&#8217;impresario</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ma l&#8217;abilità di Guzzanti, la scrittura di Torre e la regia di  <strong>Edoardo Gabriellini</strong> hanno bisogno di attori in grado di lavorare su quello strettissimo crinale che separa dalla demenzialità. Ecco allora che come in Boris la cura della recitazione è evidente anche nei ruoli più piccoli: è eccellente ad esempio la performance di <strong>Valerio Aprea</strong>, la sparizione del suo personaggio tra l&#8217;altro colora la serie di un tono noir. <strong>Nicola Rignanese</strong> è un impresario viscido e impomatato con un&#8217;assistente senza scrupoli (<strong>Emanuela Fanelli</strong>) dedita alla causa del teatro comico, la moglie di Bambea (<strong>Rosanna Gentili</strong>) è un&#8217;attrice di teatro civile egoista anche di fronte ai problemi del marito, la badante è una poetessa rumena (<strong>Evelina Meghnagi</strong>) che dovrebbe prendersi cura del convalescente e invece si lascia rapire, anche lei, dal mondo dello spettacolo. Nel finale le atmosfere da horror comedy si aprono al tema del viaggio e chissà, a una possibile seconda stagione. Guzzanti, per l&#8217;ennesima volta, ha creato una carrellata di mostri &#8211; cinici, benpesanti, ipocriti, meschini, ma anche umani ed esilaranti &#8211; che si ritrova nel mezzo di un crisi: quella personale di Bambea/Capoccetti, del quale ognuno rappresenta un frammento, ma che allo stesso tempo è la crisi culturale di un intero Paese.</p>
<p><strong>Andrea Pocosgnich</strong></p>
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